lunedì, febbraio 05, 2007
La VENDETTA che sognavo.
Domenica mattina. Un sole incredibile.
Non credo proprio che possano fare i controlli alla metro la domenica mattina - pensavo tra me e me, mentre con la mia bella tutina Sergio Tacchini, tutta nera come Diabolik, mi accingevo a salire la scaletta della stazione COLOSSEO, metro B.
Alzo lo sguardo e invece scorgo una barriera di controllori che controlla uno per uno tutti i passeggeri.
Ok. E' andata, penso. Nelle cuffiette dell'mp3 suona a palla "mamamaè" dei Negrita. Mi abbasso fingendo di allacciare le mie belle nike, anche se non porto i lacci da anni. Senti i nervi che si tendono, i muscoli che si flettono. Sono pronto. Qualche mese in palestra, corsette sul tappeto 2-3 volte a settimana: so quali sono le mie energie. Posso farcela.
Appena parte la scarica della batteria dei Negrita, scatto. L'unico problema era superare la barriera dei controllori. Mentre in due erano impegnati uno a destra e uno a sinistra, decido che è il momento. La scala di corsa, sbuco da dietro qualcuno improvvisamente e li supero, salto il tornello e comincia la corsa.
Subito fuori mi accorgo che sono in due a seguirmi. Vedo le facce. Li conoscevo. Dovevo averli già visti. Faccio un pezzo di corsa parallelamente alla strada, prima di tuffarmi e attraversare.
Mi seguono, corrono sudando nelle loro divise da facchini.
Mi dirigo alla massima velocità verso piazza Venezia, poi il Campidoglio.
Di fronte a me l'immensa scalinata che porta su. E loro sanno che una volta scalata la vetta posso dileguarmi, ci sono diversi modi di scendere. Devono prendermi prima di arrivare su.
Non esito un secondo. Ho fiato, muscoli e cervello. Prendo la scala.
Comincia la salita, non voglio seminarli. Loro faticano troppo, non ce la farebbero a prendermi. Rallento. Poi riprendo la corsa. Arrivo su in un tripudio di trombe. Mi sento come Rocky Balboa. Sono in vetta, sto quasi per urlare ADRIANAAAAAA... ma invece no.
Mi fermo proprio li. Saltello sul posto come per sgranchirmi un po', allegramente.
Fingo indifferenza mentre loro concludono la scalata con un fiatone epocale. Mi raggiungono. Uno mi afferra per un braccio, l'altro prova a dire qualcosa. Io mi fingo indignato.
- "Che c'è, che volete?"
- "Giovanotto, non faccia lo spiritoso, lei è uscito dalla metropolitana, qui scatta una bella multa"
- "E perché? è forse un reato andare in metropolitana?" - rispondo impettito -
- "ma lei era senza biglietto!"
- "Io? Ma con chi crede di avere a che fare? Eccolo qui il mio biglietto!"
Ce lo avevo il biglietto. Era ancora valido mentre lo guardavano, entrambi impietriti. Tutto in regola. Dovevate vedere quelle facce. Io ero li, di fronte a loro, e proprio in quell'istante mi suona la sveglia.
Apro gli occhi e ho ancora un sorriso stampato sulla faccia. Dio che figata.
Sono solo in casa, e sorrido.
Sono solo in casa, e devo andare a fare il caffè. E' lunedì, e devo sbrigrami, devo andare a lavoro.
Ma è stato un sogno pazzesco. Dio che vendetta!
Non credo proprio che possano fare i controlli alla metro la domenica mattina - pensavo tra me e me, mentre con la mia bella tutina Sergio Tacchini, tutta nera come Diabolik, mi accingevo a salire la scaletta della stazione COLOSSEO, metro B.
Alzo lo sguardo e invece scorgo una barriera di controllori che controlla uno per uno tutti i passeggeri.
Ok. E' andata, penso. Nelle cuffiette dell'mp3 suona a palla "mamamaè" dei Negrita. Mi abbasso fingendo di allacciare le mie belle nike, anche se non porto i lacci da anni. Senti i nervi che si tendono, i muscoli che si flettono. Sono pronto. Qualche mese in palestra, corsette sul tappeto 2-3 volte a settimana: so quali sono le mie energie. Posso farcela.
Appena parte la scarica della batteria dei Negrita, scatto. L'unico problema era superare la barriera dei controllori. Mentre in due erano impegnati uno a destra e uno a sinistra, decido che è il momento. La scala di corsa, sbuco da dietro qualcuno improvvisamente e li supero, salto il tornello e comincia la corsa.
Subito fuori mi accorgo che sono in due a seguirmi. Vedo le facce. Li conoscevo. Dovevo averli già visti. Faccio un pezzo di corsa parallelamente alla strada, prima di tuffarmi e attraversare.
Mi seguono, corrono sudando nelle loro divise da facchini.
Mi dirigo alla massima velocità verso piazza Venezia, poi il Campidoglio.
Di fronte a me l'immensa scalinata che porta su. E loro sanno che una volta scalata la vetta posso dileguarmi, ci sono diversi modi di scendere. Devono prendermi prima di arrivare su.
Non esito un secondo. Ho fiato, muscoli e cervello. Prendo la scala.
Comincia la salita, non voglio seminarli. Loro faticano troppo, non ce la farebbero a prendermi. Rallento. Poi riprendo la corsa. Arrivo su in un tripudio di trombe. Mi sento come Rocky Balboa. Sono in vetta, sto quasi per urlare ADRIANAAAAAA... ma invece no.
Mi fermo proprio li. Saltello sul posto come per sgranchirmi un po', allegramente.
Fingo indifferenza mentre loro concludono la scalata con un fiatone epocale. Mi raggiungono. Uno mi afferra per un braccio, l'altro prova a dire qualcosa. Io mi fingo indignato.
- "Che c'è, che volete?"
- "Giovanotto, non faccia lo spiritoso, lei è uscito dalla metropolitana, qui scatta una bella multa"
- "E perché? è forse un reato andare in metropolitana?" - rispondo impettito -
- "ma lei era senza biglietto!"
- "Io? Ma con chi crede di avere a che fare? Eccolo qui il mio biglietto!"
Ce lo avevo il biglietto. Era ancora valido mentre lo guardavano, entrambi impietriti. Tutto in regola. Dovevate vedere quelle facce. Io ero li, di fronte a loro, e proprio in quell'istante mi suona la sveglia.
Apro gli occhi e ho ancora un sorriso stampato sulla faccia. Dio che figata.
Sono solo in casa, e sorrido.
Sono solo in casa, e devo andare a fare il caffè. E' lunedì, e devo sbrigrami, devo andare a lavoro.
Ma è stato un sogno pazzesco. Dio che vendetta!
TechTags:
Etichette: personalmente, Roma
Commenti:
<< Home page
allora da oggi basta assumere ogni tipo di droga e soprattutto basta con la cucina aulica cinese che provoca lesioni cerebrali al livello corticale
Posta un commento
Iscriviti a Commenti sul post [Atom]
<< Home page
Iscriviti a Post [Atom]

