lunedì, marzo 27, 2006

Il Caimano e La starlette

Come dicevo nel post precedente, sono andato a vedere "Il Caimano" di Nanni Moretti. Il regista si conferma ai miei occhi un gigante della cinematografia. Questo film presenta una caratterizzazione dei personaggi estremamente raffinata, angolature Felliniane e una sceneggiatura di tutto rispetto. Cinematograficamente parlando è una rivisitazione in chiave politica del concetto classico di metacinema, di un film su un film, il cinema che racconta se stesso. Non è proprio così ne "il Caimano", difatti parlavo di una rivisitazione del concetto classico, ed in più vive la contraddizione di essere film d'autore che racconta il mondo dei cosiddetti b-movie. Ma che c'entra Berlusconi?

SE NON AVETE VISTO IL FILM NON LEGGETE QUESTO PEZZO
Berlusconi in questo film c'è, in tutta la sua "incumbenza" ma non è solo il berlusconi che conosciamo bene. Il film che è "cinema d'autore" di Moretti prosegue incantevole per più di tre quarti della durata, per poi presentare un rush finale di 10-15 minuti tirati e angoscianti, anelati più o meno dall'inizio del film; li stavamo aspettando ma arrivano inaspettati e ci colgono di sorpresa, proprio perché non ci propongono un Berlusconi come quello che conosciamo già, ma una previsione, quasi una profezia.
Alla fine diciamocelo, siamo andati al cinema aspettandoci di vedere il classico Michael Moore, abituati forse più da quello che abbiamo visto di Moore e di Berlusconi che di quello che ricordavamo dello stesso Moretti. Per quanto Moretti ci ha messo il suo, l'insopportabile Moretti dei comizi a sorpresa e dei girotondi. L'inutile e irritante Moretti politico.
Ma in effetti al cinema ritroviamo proprio un cinema alla Moretti in gran forma, stilistica, rappresentativa e teatrale.
Non ci è dato di sapere perché, ma Moretti compie una scelta, una scelta che va oltre il documentario e diventa discesa piena nel campo della presa di posizione. E sembra che questa sia una caratteristica che accomuni gli avversari del Cavaliere (Della Valle, Mieli ecc..).
Moretti scende in campo, e non è sbagliato usare la proverbiale frase che proprio Berlusca usò quando venne in politica, perché Moretti scende in campo proprio come Berlusconi. Non "come fece" Berlusconi ma proprio "nei panni" di Berlusconi.
Nel finale Moretti veste dunque egli astesso i panni di Berlusconi per raccontarci innanzitutto un Berlusconi mia visto davanti alle telecamere (Moretti impersonando Berlusconi dice e fa cose che si sa che sono state fatte e dette da Berlusconi, ma non sono mai state riprese dalle telecamere) e ci porta quindi quasi a "lasciarci immaginare" cosa succederebbe se...
Se si andasse avanti così? Se non si arrendesse? Alla fine del film i supporters di Berlusconi bruciano il tribunale che lo ha condannato. Chi sono questi supporters? Terroristi, Mafiosi? Entrambi? Gente semplicemente arrabbiata per lo sgarro procurato al loro paladino? Servizi segreti deviati? Ex dirigenti marketing di publitalia80? Non lo sappiamo.
Sappiamo che molto probabilmente è proprio il Caimano a dare l'ordine di bruciare il tribunale, e lo fa sia preparando una sorta di rivolta organizzata (qualcuno porta le molotov, insomma si erano preparati da casa..) sia inscenando un'arringamento della folla.
Un finale alla shelley, una specie di Frankstein al contrario ma non troppo.
È il castello dei buoni che viene bruciato e raso al suolo, ma qui il protagonista è il cattivo, il caimano.

(DA QUI PUÒ LEGGERE ANCHE CHI NON HA VISTO IL FILM)
Agghiacciante. Un film che ti lascia uscire dal cinema controvoglia. Un film che riesce a raccontare un Berlusconi che nessuno vuole raccontare perché fa paura, e in questo film la paura di raccontare Berlusconi è non solo ammessa, ma platealmente e magistralmente raccontata.
La trama è basata su un ragguardevole intreccio.
La vita disordinata di un produttore di B-Movie (Silvio Orlando) alle prese con la separazione da sua moglie, forzatamente attricetta nei filmetti di una volta, prodotti appunto da suo marito.
Una regista sceneggiatrice che ha fatto qualche corto all'accademia e che sceglie di esordire con il suo primo film, proprio su berlusconi. Il film si chiama: Il Caimano. (un film che tratta ricorsivamente se stesso in una sorta di nuovo metacinema, geniale Moretti).
Attoretti semifamosi (Michele Placido e lo stesso Moretti) che si atteggiano.
La RAI (impersonata da Antonio Catania) che simboleggia il neutro della sua programmazione con uno sceneggiato su "Il Ritorno Di Cristoforo Colombo", la classica fiction che non dice niente.
Il senso del film gira intorno alla giovane regista esordiente che non riesce a trovare nessuno disposto a produrre il suo film su Berlusconi. Ci penserà proprio, suo malgrado, lo squattrinato Silvio Orlando a prendersi l'incarico di produrlo.
Ad un certo punto del film, la giovane regista si chiede: Ma come mai nessuno ha mai pensato di fare un film su Berlusconi?

A questa domanda che nel film rimane senza risposta io voglio provare invece a rispondere.
Esistono centinaia di ore di filmato su Berlusconi. Molto di tutto questo è liberamente disponibile via internet.

Basta fare una semplice ricerca su Google Video.
Basta fare una semplice ricerca su YouTube.
Ma si può anche trovare qualche altra cosetta interessante, come il film "bye bye, berlusconi", una sconosciuta produzione tedesca molto interessante. O anche il film "quando c'era Silvio" di Beppe Cremagnani e Enrico Deaglio.

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